In un’epoca in cui si parla tanto dell’impatto che hanno i social network sui minori, si trascura un’altra emergenza sociale. L’impatto delle piattaforme sugli adulti. Eppure l’ormai paradigmatica sentenza di Los Angeles non riguarda un ragazzino, ma un adulto. O meglio una giovane di 20 anni, i cui danni psicologici causati dalle piattaforme di Meta e YouTube sono stati certificati, con tanto di risarcimento danni.
Questo però non è l’unico punto di vista. La società è in grado di far fronte ai cambiamenti solamente se c’è uno sforzo condiviso. Solamente se sono gli adulti a mettersi in discussione, senza adattare soluzioni proto-paternalistiche che riguardano solo i più giovani. Certo, è indubbio che i minori vanno tutelati maggiormente. Così come è studiato l’impatto neurologico, psicologico, ma anche socio-culturale della dipendenza dai social. Prima di comminare divieti però gli adulti dovrebbero riflettere sul proprio rapporto con le piattaforme. Sull’uso e abuso del loro tempo, delle loro energie, delle loro relazioni. In tutte le fasce di età. Con conseguenze diverse.
È del 2023 lo studio Evad (Evaluation of Digital Addiction), pubblicato lo scorso anno dal JMIR Ment Health. Ci dice che, in Francia, due terzi degli intervistati ammette un uso compulsivo del cellulare. Ed è vero che i più giovani sono maggiormente condizionati. Ma è vero pure che non sono gli unici.
L’impatto sugli adulti dell’uso e abuso di smartphone e piattaforme è enorme. Parliamo dei capitoli ansia e stress, a partire dalla Fomo, con un costante sovraccarico cognitivo e informativo. Dunque dei problemi di sonno, così come della difficoltà di concentrazione. Senza dimenticare l’impatto sulle relazioni. Il costante confronto con narrazioni artefatte ha un impatto che va gestito. Senza parlare dell’inesistente diritto alla disconnessione, che oggi varrebbe molto più delle 40 ore settimanali di lavoro previste dai principali contratti nazionali.
E allora ben venga la tutela dei giovanissimi, con divieti e paletti rigidi. Senza trascurare la salute degli adulti. Partiamo da lì.
Carlo Passarello