Donazioni: un italiano su due ci crede

Piccoli gesti, se condivisi, sono in grado di cambiare il mondo. La pensa così il 49% degli italiani maggiorenni,  che nell’arco degli ultimi 12 mesi dichiara di aver compiuto almeno una donazione: In questa percentuale sono compresi anche tutti coloro che hanno indicato un destinatario del 5×1000 sulla dichiarazione dei redditi. I risultati sono contenuti nella prima rilevazione sul rapporto tra consumatori ed etica d’impresa, condotta in forma continuativa nel primo semestre del 2014, dall’Osservatorio Socialis e dall’Istituto Ixè.

Il segmento di donatori è composto in misura superiore alla media da donne, over45enni e soggetti con livello scolare più alto. Il canale o mezzo più diffuso sembra il bollettino postate o bonifico bancario: c’è da considerare che, in particolare nel periodo del Natale, sono diffusi mailing che comprendono appunto bollettini pre-stampati. Al secondo posto per diffusione di utilizzo si collocano gli SMS che, presumibilmente, hanno un andamento legato alle emergenze ed alla copertura mediatica delle stesse o ai grandi eventi di beneficenza mediatizzati.

Segue il danaro in contanti, forse in parte referenziato da soggetti attivi in associazioni o prossimi ad esse, forse da coloro che sono disponibili a fermarsi ai banchetti di associazioni e onlus che sovente si incontrano nelle città. Il canale preferito, anche da coloro che negli ultimi 12 mesi non hanno fatto donazioni, è il denaro contante consegnato di persona: poiché questa risposta proviene in misura forte da chi non è un donatore, si può ipotizzare che sottenda in parte ad un atteggiamento di sfiducia in generale nei confronti delle donazioni (l’altra spiegazione – meno convincente –  potrebbe risiedere nella comodità di consegnare brevi manu la somma da donare). In ordine di preferenza seguono gli sms e i bollettini postali e bancari. Gli sms appaiono attrattivi anche per chi non è donatore, probabilmente per l’estrema comodità, così come i 5×1000.

Il confronto delle preferenze tra chi ha fatto donazioni e chi non le ha fatte, mette in luce che i canali che chiedono un’azione più articolata – come quella di recarsi in banca o in posta – esigono una motivazione maggiore, mentre i canali più comodi e che richiedono un impegno minimo (gli sms o il 5×1000) possono occasionalmente attrarre anche i soggetti meno motivati e propensi. Il 54% di coloro che negli ultimi 12 mesi hanno fatto donazioni, poi non ne verifica gli esiti, o perché si fida dell’associazione scelta o perché non sa come fare. Meno del 20% contatta l’associazione, il 15% riceve la newsletter, il 12% visita il sito. Meno del 10% approfondisce fino alla lettura del bilancio.

Leggi il pdf

Donazioni: un italiano su due ci crede
Donazioni: un italiano su due ci crede

Adozioni internazionali

50 mesi per ottenerle. I dati della Commissione

C’è un segnale nuovo: le famiglie che dichiarano di adottare per puro desiderio adottivo sono passate dal 6% del 2024 al 17% del 2025

La visita della principessa

Il “non metodo” che ha conquistato la corona inglese

Kate Middleton, da anni impegnata sui temi della prima infanzia, a Reggio Emilia

Nuove frontiere

Volontariato, oltre l’emergenza: il documento Euricse

Il volontariato italiano è a un punto di svolta. A dirlo è il nuovo documento di Euricse, “Volontariato e volontariati: tra spinte trasformative e azione

Il lavoro del CON.ECO.FOR.

Foreste, biodiversità in calo: monitorare per decidere

Sono i dati raccolti sul campo, in modo sistematico e continuativo, a restituire oggi un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle foreste italiane. Un