L’Istat ha rilasciato un report che fa luce sui consumi energetici degli italiani. Il campione analizzato ha coinvolto 54 mila famiglie, per un totale di oltre 25 milioni di cittadini residenti in Italia, la metà della popolazione complessiva all’incirca.
Quasi la totalità di queste ha accesso in casa propria a un sistema di riscaldamento e acqua calda, che nella maggior parte dei casi vengono alimentati da impianti autonomi. Sugli impianti di condizionamento invece, la percentuale si dimezza, attestandosi al 48,8%.
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La fonte di alimentazione più diffusa è il metano sia per il riscaldamento che per l’acqua calda – quasi al 70% – ma rispetto agli anni passati si stanno facendo strada anche l’energia elettrica e le biomasse. La prima viene impieagata al 16% per la produzione di acqua calda e all’8,5% per il riscaldamento.
Al contrario le seconde più usate per il riscaldamento, circa il 15%, e molto per l’acqua calda, poco più del 5%. Proprio le biomasse – da cui l’energia si ricava grazie a materiali di origine organico-vegetale – sono le più utilizzate per gli apparecchi singoli fissi come camini e stufe (64,4%).
Complessivamente oltre tre quarti del campione accende il riscaldamento quasi ogni giorno nei mesi freddi (78,5%) per una media di circa 8 ore e mezza, mentre solo il 28,5% fa lo stesso con il condizionamento nei mesi caldi per circa 6 ore in media.
In entrambi i casi gli impianti centralizzati portano a un uso più prolungato e quindi a uno spreco maggiore.
Consulta il report completo dell’Istat qui
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