Una freccia e un aquilone a rappresentare il suo impegno verso la Sostenibilità. Itelyum è la nuova realtà industriale italiana di eccellenza nel campo della rigenerazione di oli lubrificanti usati e di solventi provenienti dall’industria farmaceutica, frutto dell’esperienza di 16 aziende italiane già leader in Europa nella gestione e valorizzazione dei rifiuti industriali, come Viscolube e Bitolea.
Abbiamo intervistato Marco Codognola, AD del Gruppo.
Conosciamo Itelyum. Come è nata questa partnership?
«Itelyum raccoglie, integra ed espande le esperienze ultradecennali di numerose società efficienti e competitive, tra cui appunto Viscolube e Bitolea, fornendo una crescente offerta integrata e sostenibile di prodotti, soluzioni e servizi, in un modello di economia circolare che prolunga il ciclo di vita dei prodotti e crea partnership nei segmenti di mercato serviti. Ma Itelyum vuole anche rappresentare un esempio di come l’idea di economia circolare possa e debba estendersi, partendo in questo caso dal core business della gestione e valorizzazione dei rifiuti, a una più inclusiva visione integrata di servizio unito a responsabilità ambientale e sociale. La missione che si è data è quella di aiutare a preservare le risorse naturali e migliorare la qualità della vita, con processi, prodotti e soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti e l’ottimizzazione dei mercati serviti, condividendo la creazione di valore con i propri business partner, la società e l’ambiente».
Come siete riusciti a integrare i diversi approcci delle realtà che vi rappresentano in un unico approccio?
«Il processo di integrazione richiede grande sensibilità per cogliere e valorizzare le diverse competenze, storie e potenzialità presenti nelle attività che abbiamo voluto integrare, ma altresì il coraggio di mettersi in discussione e ridisegnare, dove opportuno, l’organizzazione e i processi interni per assicurare efficienza ed efficacia, nonché una governance in linea con i rinnovati obiettivi di crescita sostenibile. In quest’ottica, formazione, tecnologia e qualità restano driver imprescindibili, nel quadro di principi condivisi da mettere in pratica con coerenza nelle strategie così come nell’operatività quotidiana».
Secondo l’VIII Rapporto sull’impegno sociale delle aziende in Italia, la riduzione dell’impatto ambientale e la promozione del riciclo sono le prime ragioni che spingono le imprese a investire in CSR. Cosa ha convinto Itelyum a intraprendere questa strada?
«Sono inevitabilmente tra i temi che motivano imprese progressivamente di tutti i settori a esplorare con crescente consapevolezza leve di successo che allarghino l’orizzonte del business agli aspetti ambientali e anche sociali. Forse noi non avevamo bisogno di essere convinti, ma sentivamo e sentiamo la responsabilità di essere esempio e traino, a cominciare proprio dalle filiere a cui contribuiamo offrendo soluzioni integrate e sostenibili».
L’Economia circolare è da più di 50 anni alla base del vostro modello di produzione. Qual è l’approccio di Itelyum?
«Itelyum fa economia circolare da prima che il concetto stesso esistesse. Grazie a successive acquisizioni mirate e strategiche, abbiamo esteso il perimetro dalla rigenerazione degli oli usati a settori che hanno integrato alcuni nuovi business sia verticalmente, come nel caso delle piattaforme di raccolta e trattamento dei rifiuti speciali, sia orizzontalmente, come nel caso del ramo d’azienda dedicato alla purificazione dei solventi».
Quali azioni intendete intraprendere nei prossimi anni?
«L’esperienza acquisita e la conoscenza dei mercati di riferimento ci fa pensare che esistano ancora margini per ottimizzare l’offerta integrata che Itelyum può dare a un numero crescente di settori industriali. La strada è in qualche modo tracciata e proseguiremo con la crescita esterna e con lo sviluppo organico, dando priorità a direttrici caratterizzate da elevata sostenibilità e contenuto tecnologico».
Tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030 ce n’è uno cui fate particolare riferimento?
«Itelyum aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite e siede nel Consiglio Direttivo del suo network italiano. Anche a fronte di questo impegno, rendicontiamo pubblicamente ogni anno le nostre iniziative a supporto degli SDGs. Molti sono quelli di nostro interesse, sia direttamente che indirettamente. Tra i più significativi vorrei citare i seguenti: SDG 12 (Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo) che è quello proprio dell’economia circolare; SDG 13 (Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico) cui noi contribuiamo in modo significativo; SDG 8 (incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti) che per chi fa industria riassume in modo efficace gli impegni sulla “triple bottom line”».
Scopri Itelyum su: itelyum.com
a cura di Alessandra Aurilia © Osservatorio Socialis
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