Gli italiani, le aziende e la responsabilità sociale

L’era del consumatore inconsapevole è finita: mai come oggi gli italiani guardano con attenzione ai comportamenti delle imprese e al loro ruolo “politico”.

A dirlo è una nuova ricerca Ipsos, intitolata Rilanciare la responsabilità d’impresa attraverso la concretezza”, presentata a Milano durante la prima giornata di lavori del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, che si è svolto dall’8 al 10 ottobre all’università Bocconi.

Sul fronte imprese il dato più significativo segnala un cambiamento strutturale: una impresa su due ha già intrapreso un percorso di sostenibilità ambientale.

Il 15% delle aziende italiane rientra nella categoria “green core”, con investimenti consistenti e certificazioni ambientali, mentre un ulteriore 35% è classificato come “green non core”, ovvero realtà che hanno già realizzato interventi per ridurre l’impatto ambientale ma intendono fare di più.

L’indagine mette poi in luce un forte dualismo tra responsabilità individuale e aspettativa verso le imprese.

La crescente polarizzazione, che rappresenta uno dei tratti distintivi del panorama attuale, emerge anche tra i consumatori, con una parte della popolazione sempre più attiva e un’altra che si allontana dai temi della sostenibilità.

Il 64% degli italiani, secondo la ricerca, ritiene giusto che le aziende si espongano su tematiche sociali.

Il 52% dichiara che non acquisterebbe prodotti o servizi da aziende che prendono posizioni non condivise, e il 47% ha già smesso di comprare da marchi che non li convincono sul piano valoriale e comportamentale.

Una presa di posizione netta, che dovrebbe suonare come un monito: il 77% degli italiani, oggi, ritiene che le aziende non prestino sufficiente attenzione alle tematiche ambientali.

Siamo in una fase storica di ripensamento, rispetto a quello che abbiamo detto e fatto in questi – ha commentato Andrea Alemanno, Service Line Head di Ipsos –. Le crisi sono tipiche dei processi evolutivi, non piacciono mai ma dobbiamo imparare a valorizzarle. E chiederci come possiamo essere più concreti, come dimostrare che l’impegno profuso ha davvero impatto, come impostare una narrazione non più basata solo su uno ‘story telling’ emozionale, ma unire l’emozione di pensare ad un mondo migliore con la serietà di un impegno preso, rispetto al quale ci impegniamo davvero a cambiare il nostro modo di consumare, produrre, essere.

Cittadini polarizzati fra sostenitori e indifferenti, ma con più consapevolezza complessiva

L’indagine Ipsos ha identificato quattro gruppi di cittadini-consumatori, con percentuali che si sono evolute nel tempo:

  • Sostenitori convinti (26%), che comprendono la sfida e modificano attivamente i propri comportamenti;
  • gli Aperti ma incerti (41%), che riconoscono l’importanza della sostenibilità ma faticano a tradurla in azioni;
  • gli Scettici (18%), che dubitano della sincerità delle iniziative sostenibili ed infine
  • gli Indifferenti (15%), che non si sentono coinvolti né responsabili.

Ma se il numero dei sostenitori è in costante aumento negli anni, quello degli aperti per la prima volta è in diminuzione: nel 2024 erano il 44%, a dimostrazione dell’esistenza di una fascia intermedia con idee sempre più incerte.

Un messaggio che gli italiani sembrano invece aver appreso senza incertezze è che la sostenibilità non è più solo un tema ambientale: ambiente, sociale ed economia sono considerati tre pilastri della sostenibilità ormai in equilibrio, rispettivamente con un 35, 34 e 31 per cento di priorità.

Quanto alle tematiche da affrontare con maggiore urgenza, il campione di italiani intervistato da Ipsos (1000 interviste a popolazione di anni 16+) mette al primo posto salari dignitosi e lotta all’evasione fiscale, seguiti da riduzione dell’inquinamento, lotta alla povertà e al disagio economico, tutela sanitaria idonea e universale.

In linea generale, i consumatori italiani si ritengono molto impegnati sul fronte della sostenibilità. Il 72% degli intervistati, ad esempio, afferma di fare già tutto il possibile, a livello personale, per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

Adozioni internazionali

50 mesi per ottenerle. I dati della Commissione

C’è un segnale nuovo: le famiglie che dichiarano di adottare per puro desiderio adottivo sono passate dal 6% del 2024 al 17% del 2025

La visita della principessa

Il “non metodo” che ha conquistato la corona inglese

Kate Middleton, da anni impegnata sui temi della prima infanzia, a Reggio Emilia

Nuove frontiere

Volontariato, oltre l’emergenza: il documento Euricse

Il volontariato italiano è a un punto di svolta. A dirlo è il nuovo documento di Euricse, “Volontariato e volontariati: tra spinte trasformative e azione

Il lavoro del CON.ECO.FOR.

Foreste, biodiversità in calo: monitorare per decidere

Sono i dati raccolti sul campo, in modo sistematico e continuativo, a restituire oggi un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle foreste italiane. Un