Nell’ultimo periodo, i temi legati alla sostenibilità si sono fatti sempre più largo all’interno dell’agenda politica di molti Paesi dell’Unione Europea. Il recente cambio di leadership ai vertici della Commissione ha infatti lanciato quello che per molti sembra essere il punto di svolta per una conversione sostenibile dell’intero apparato socio-economico, ovvero il Green New Deal.
Da questo punto di vista, è compito imprescindibile della Pubblica Amministrazione cercare di svolgere il ruolo di catalizzatore, per convogliare gli interessi collettivi verso un’unione di intenti che si faccia promotrice dello sviluppo sostenibile, accompagnando le imprese verso un sentiero di Responsabilità Sociale con l’aiuto di investimenti ad hoc.
“Il Green Public Procurement (GPP) – spiega Antonella Sforza, vincitrice del XVII Premio Socialis – rappresenta per le amministrazioni lo strumento attraverso il quale raggiungere un duplice obiettivo: da una parte offrire alla comunità beni e servizi di interesse collettivo nel modo più efficiente possibile; dall‘altra stimolare la vivacità del tessuto imprenditoriale e favorire l‘esplorazione di nuove realtà innovative per affrontare le crescenti sfide dello sviluppo“.
Con l’elaborato dal titolo “Green Public Procurement come strumento di promozione della responsabilità sociale d’impresa. Esperienze di politiche regionali a confronto”, (discusso all’Università degli Studi di Padova – Corso di Laurea Magistrale in Studi Europei – Relatrice Prof.ssa Ekaterina Domorenok), l’autrice si sofferma in particolar modo sulla relazione esistente tra gli acquisti “verdi” della pubblica amministrazione e la CSR, allo scopo di illustrare come l’inserimento di finalità sociali negli appalti pubblici sia in grado di rafforzare l’applicazione della responsabilità sociale all’interno delle aziende.
| Fai una pausa e leggi: “Green Public Procurement” dal Dizionario CSR
La tesi prende in esame due regioni nello specifico, ovvero il Veneto e la Puglia. La modalità di lavoro si basa sul confronto tra i bandi emanati dalle due regioni, il quale ha permesso di conoscere in che modo ognuna ha inteso agire e programmare le proprie politiche sul tema della responsabilità sociale.
I risultati mostrano che “Le esperienze delle regioni, seppur con diverse modalità, hanno una tendenza alla predisposizione di indicatori di responsabilità sociale delle imprese (con particolare riferimento alle micro-piccole e medie imprese). Tali indicatori sono legati alla possibilità per le PMI di realizzare strategie di responsabilità sociale ed al conseguente ottenimento di benefici nei procedimenti pubblici.”
In conclusione, secondo Antonella Sforza il ruolo prioritario delle regioni dovrebbe essere quello di “chiedere alle imprese di recuperare il loro ruolo di attori del territorio, dando la possibilità ad esse di accedere ai finanziamenti per creare scenari innovativi“, un compito assai arduo nel contesto attuale, ma senza dubbio indispensabile per un ritorno alla responsabilità territoriale che la comunità pretende da tempo.
Leggi anche: Premio Socialis 2019: ecco il reportage dell’evento
Leggi anche: OCSE: Al via la consultazione pubblica sulla Condotta Responsabile d’impresa