“Innovazione e Partnership: Cooperative sulla via della sostenibilità”. Intervista a Simone Gamberini, Direttore Generale Coopfond SpA

Sindaco di Casalecchio di Reno dal 2004 al 2014 e coordinatore provinciale dell’Anci, presidente dell’Istituto nazionale “B. Ramazzini” per lo studio e il controllo dei tumori e delle malattie ambientali dal 2008 ed ex direttore di Legacoop Bologna, dal gennaio 2020 Simone Gamberini è il nuovo direttore generale di Coopfond, il Fondo Mutualistico Nazionale di Legacoop, alimentato dal 3% degli utili di tutte le cooperative associate. Una voce qualificata sul mondo della cooperazione italiana e sul suo sviluppo in chiave innovativa e sostenibile.

Secondo il IX Rapporto sull’Impegno Sociale delle aziende in Italia presentato nel 2020 da Osservatorio Socialis, oltre 4 imprese su 10 attive in CSR riscontrano un miglioramento dei rapporti con il territorio e le comunità di appartenenza. Coopfond riveste un ruolo strategico nello sviluppo economico e sociale del territorio: quali azioni intraprende per promuovere la responsabilità sociale e la sostenibilità?

«Il legame con il territorio e le comunità e, di conseguenza, la responsabilità sociale sono un tratto distintivo dell’operazione che da sempre Coopfond sostiene attraverso l’attività ordinaria e gli interventi straordinari. Basti pensare al programma Coopstartup, che abbiamo avviato già nel 2013, con il quale il Fondo ha voluto promuovere la nascita di cooperative innovative. Finora il programma ha coinvolto, attraverso 23 progetti territoriali, 3.629 persone, lavorando per la trasformazione in cooperativa di 72 progetti d’impresa.

In quest’ultimo decennio si è intensificata anche la nostra attività di sostegno alle cooperative nate per far ripartire le aziende in crisi, i cosiddetti “workers buyout”: Coopfond ha sostenuto 66 imprese, salvando circa 1.700 posti di lavoro. Aziende che sono ripartite dimostrando, a volte, una grande capacità di innovazione, che le ha portate a diventare dei veri e propri modelli di sostenibilità, come la cartiera Pirinoli. In questa fase di ripartenza Coopfond si sta impegnando per mettere in campo iniziative che guardino con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità, agli Obiettivi dell’Agenda Onu e allo sviluppo delle aree interne, lavorando anche a sostegno delle cooperative di comunità».


Qual è il contributo del mondo coope
rativo al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite? Quali dei “Goal” reputa più importanti per l’attività di Coopfond? E perché?

«Proprio per la natura della cooperazione, come accennavo in precedenza, nessuno dei 17 Goal dell’Agenda 2030 ci è estraneo. Potrei dire che quello che riguarda più direttamente l’attività del Fondo è l’ultimo, quello più trasversale, che individua nella capacità di costruire partnership la strada per raggiungere tutti gli altri obiettivi. Ecco, questo è quello che Coopfond si propone di fare, sia all’interno del mondo della cooperazione sia all’esterno.

Nel merito, il Fondo vuole accompagnare e sostenere, con un ventaglio di azioni, le cooperative lungo un processo di cambiamento che le porti a giocare un ruolo da protagoniste proprio nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile identificati dall’Agenda 2030 dell’Onu, facendone un motore della transizione verso un’economia più sostenibile e inclusiva. In questa direzione si muove il bando Coop 2030, lanciato dal Fondo alcuni mesi fa, con un investimento pari a 600.000 euro. Un’iniziativa che, malgrado il periodo difficile, ha visto la partecipazione di 43 cooperative, attive in 14 regioni, che hanno presentato progetti di innovazione e sviluppo all’insegna della sostenibilità».


Quanto ha impattato l’emergenza Covid sulle cooperative italiane e qual è stata la risposta di Coopfond? Avete attivato interventi specifici per supportare le imprese?

«La cooperazione ha risentito della crisi come ogni altro comparto, così anche tra le cooperative c’è chi ne ha risentito di più e chi meno. Quello che comunque ha aiutato le nostre aziende a reagire è stato il legame con le comunità. Per rispondere come Coopfond a questa emergenza, abbiamo sentito ancora di più la necessità di qualificare la tipologia dei nostri interventi per ripartire nella direzione della sostenibilità, cercando di sostenere le imprese anche nell’immediato.  È nato così il bando Futura, che abbiamo lanciato in due edizioni durante il 2020, per sostenere la liquidità delle piccole e medie cooperative, attraverso finanziamenti pari a 25.000 euro, con tasso d’interesse pari a zero e senza commissioni.

I finanziamenti avranno una durata di 72 mesi con un periodo di preammortamento di 24 mesi e una rata semestrale. Potranno beneficiarne le cooperative aderenti a Legacoop di piccole dimensioni, con ricavi compresi tra 100mila e 500mila euro, attive nei settori agroalimentare, pesca e produzione e servizi. Il risultato è stato molto confortante: alla prima edizione hanno aderito il 9% delle aventi diritto, più del quadruplo rispetto ad analoghe iniziative nazionali».


L’Osservatorio Socialis ha sviluppato la piattaforma digitale
CSR Check per valutare, rendicontare e organizzare le iniziative di sostenibilità. Quanto è importante l’aspetto della misurazione e della pianificazione della responsabilità per un’impresa cooperativa? Quali sono i vantaggi concreti che ne potrebbero derivare?

«Definire e misurare l’impatto sociale ed ambientale della propria attività è indispensabile per imboccare la via della sostenibilità. Il Fondo da tempo adotta per ogni progetto un doppio sistema di rating basato su due tipologie di giudizio, finanziario e di qualità sociale, che comprende anche le questioni ESG, sintetizzate in una valutazione complessiva. Ma non ci siamo fermati qui. All’interno del progetto di riposizionamento strategico che abbiamo avviato e che porterà all’elaborazione di un Bilancio di sostenibilità, rielaboreremo i criteri di valutazione degli interventi anche in funzione degli standard attuali di misurazione di impatto, per arrivare a riqualificare il portafoglio e i futuri interventi in chiave ESG o comunque di impatto sociale. Stiamo anche lavorando sulla possibilità di strutturare, tramite il sistema della formazione cooperativa esistente, un’offerta di “transizione culturale” del movimento verso le linee della sostenibilità e della misurazione d’impatto».

© Osservatorio Socialis

 

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