Laureata in Ingegneria hai partecipato alla XII edizione del Premio Socialis con la tesi “La valutazione della prestazione energetica degli edifici. Proposta metodologica in ambito europeo”. Qual è il tuo giudizio sull’esperienza del Premio Socialis?
L’esperienza del Premio Socialis è stata utile per conoscere realtà ed esempi concreti sulla cultura della responsabilità sociale di impresa e della sostenibilità ambientale. Ha rappresentato per me un modo per mettermi in gioco nel redigere un articolo e nell’approcciarmi al mondo del lavoro.
Ti aspettavi di vincere?
Dire che non mi sarei aspettata un risultato del genere, credo sia un “modo di dire” di cui mi avvalgo!! Non mi aspettavo assolutamente di vincere dato il periodo che stavo attraversando, caratterizzato dalle prove di esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere.
Ad ogni vincitore è stato commissionato un articolo che sarà pubblicato sulla testata Osservatorio Socialis. A te è stato assegnato un articolo sugli stadi in costruzione in Qatar. Quali sono state le difficoltà incontrate per redigerlo e come le hai superate? Hai scoperto un settore nuovo?
Quando mi è stato assegnato il titolo dell’articolo ero sorpresa e allo stesso tempo contenta di allargare le mie conoscenze su una tematica attinente alla mia formazione. L’unica difficoltà è stata quella di dover cogliere l’inattendibilità di alcune notizie e la capacità di costruire un quadro completo racchiudendo tutti gli aspetti di un Paese complesso quale il Qatar. Conosco il settore delle costruzioni spettacolari e scenografiche che caratterizzano il lavoro delle “Archistar” e mi è piaciuto approfondire l’aspetto architettonico in riferimento alla tematica sportiva.
Quali sono, adesso, i tuoi obiettivi professionali?
Riuscire ad affermarmi nel mondo del lavoro italiano, per poi superare i confini nazionali, rimanendo nel settore che mi appartiene. Dunque affermarmi come libera professionista, ma soprattutto come donna ingegnere, capace di captare le esigenze e i bisogni della collettività per poi riuscire a soddisfarli attraverso le mie competenze in modo innovativo.