La responsabilità sociale in serie B: nasce B4People, calcio come comunità

Il calcio come piattaforma culturale prima ancora che sportiva. Con questa visione prende forma B4People, il nuovo contenitore di iniziative sociali promosso dalla Lega Serie B per coordinare e rafforzare l’impegno del campionato sul terreno della sostenibilità, dell’inclusione e della responsabilità civica. Un progetto che mette al centro la persona, riconoscendo allo sport una funzione educativa capace di incidere sul tessuto sociale, soprattutto tra le nuove generazioni.

La presentazione, ospitata nella Sala del Parlamentino di Palazzo Brasini a Roma, ha riunito istituzioni e rappresentanti del mondo sportivo, con la partecipazione del ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, della ministra per la Famiglia e le pari opportunità, Eugenia Roccella, e del capo dipartimento delle politiche contro la droga e le dipendenze, Paolo Molinari. Un contributo video è arrivato anche dalla ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli.

Un contenitore strutturato per l’impatto sociale

Come ha spiegato il presidente della Lega, Paolo Bedin, B4People nasce con l’obiettivo di “dare forma integrata” alle progettualità già avviate negli anni, mettendo a sistema iniziative diffuse sui territori dei club e rafforzando il dialogo con il Terzo settore. Un passaggio che segna una maturazione del ruolo del calcio, sempre più consapevole del proprio impatto sociale e della propria capacità di veicolare messaggi positivi.

Non solo una raccolta di progetti, dunque, ma un vero e proprio dipartimento dedicato alla sostenibilità sociale e ambientale, destinato a ospitare in autunno un articolato programma ESG in linea con gli obiettivi dell’ONU e della sua Agenda 2030. Una strategia progressiva, pensata per coinvolgere la Lega e i club in tutte le aree di contatto tra sport, comunità e sviluppo sostenibile.

Dall’integrità sportiva alle nuove fragilità digitali

Il primo passo operativo sarà la tappa di Palermo dell’Integrity Tour, iniziativa che da oltre dieci anni promuove la cultura della legalità sportiva e il contrasto al match fixing, sviluppata insieme alla società di monitoraggio Sportradar e all’Istituto per il credito sportivo e culturale.

Accanto ai tradizionali incontri dedicati al rispetto delle regole, verrà introdotto un modulo pilota sulle dipendenze digitali, fenomeno sempre più diffuso tra adolescenti e giovani atleti. Una scelta che evidenzia la volontà di affrontare le nuove vulnerabilità sociali con strumenti educativi, valorizzando il ruolo dei settori giovanili come luoghi di formazione etica oltre che sportiva.

Identità e responsabilità: la “B” come laboratorio sociale

Il messaggio emerso dalla presentazione è chiaro: ogni campionato deve sviluppare una propria identità, evitando di essere una semplice replica del livello superiore. Per il ministro Abodi, la Serie B può diventare un laboratorio di innovazione sociale, capace di contribuire al bene comune attraverso una visione che supera i confini del risultato sportivo.

L’obiettivo è ambizioso: utilizzare la popolarità del calcio per diffondere valori come inclusione, parità di genere e consapevolezza digitale, trasformando ogni giornata di campionato in un’occasione di sensibilizzazione collettiva. Una responsabilità che riconosce nello sport un linguaggio universale capace di parlare alle comunità e di promuovere modelli positivi, soprattutto tra i più giovani.

B4People si inserisce così in una traiettoria che ridefinisce il ruolo delle organizzazioni sportive, sempre più chiamate a rispondere alle sfide sociali contemporanee. Perché il calcio, oggi, non è soltanto spettacolo: è uno spazio pubblico in cui si costruiscono valori condivisi.

Rita Cavalli

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