L’Unione Europea ha deciso di fare sul serio contro il greenwashing. Infatti, da quando la Sostenibilità è un requisito sempre più richiesto, esistono prodotti che vantano performance climatiche inesistenti e tassi di materiali ricicilati non veritieri.
A questo proposito l’UE fissa nuovi paletti e uno standard comune, che si applicherà a tutti i beni e i servizi venduti. Lo prevede la proposta legislativa con la quale Bruxelles vuole evitare le “informazioni vaghe, fuorvianti o infondate sulle caratteristiche ambientali dei prodotti”.
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L’iniziativa era già stata annunciata con la presentazione del Green Deal europeo nel 2019. Si fondava sulla necessità di fare luce sull’abuso della parola sostenibilità, come ha dimostrato uno studio voluto dalla stessa Commissione l’anno successivo. Il 53% delle etichette trasmette messaggi non conformi alla realtà. E inganna il consumatore.
La proposta prevede che i produttori siano obbligati a dichiarare se la loro merce, benché abbia effetti positivi in un’area, ne ha di negativi in altri ambiti. E le promesse per il futuro devono essere misurabili: l’azienda dovrà indicare obiettivi di medio termine, con date e numeri. Oltre che indicare il peso del prodotto in 16 ambiti, tra cui aria e cambiamento climatico.
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