“Made Green in Italy”

Lo prevede l’art. 21 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per  promuovere  misure  di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”:  è il  «Made  Green  in Italy», lo schema volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti. Il legislatore intende in questo modo intervenire a favore della promozione della competitività del  sistema  produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti ad elevata qualificazione ambientale sui
mercati nazionali ed internazionali. Le  modalità  di funzionamento dello schema saranno previste nel Regolamento stabilito dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del  mare.

Lo schema nazionale volontario ed il relativo regolamento sono finalizzati a:
a) promuovere, con  la  collaborazione  dei  soggetti interessati, l’adozione di tecnologie e disciplinari di produzione innovativi,  in grado di garantire il miglioramento delle prestazioni dei prodotti e, in particolare, la riduzione degli impatti ambientali che i  prodotti hanno durante  il  loro  ciclo di  vita,  anche  in  relazione  alle prestazioni ambientali previste dai criteri ambientali minimi di  cui all’articolo 68-bis del codice  dei  contratti  pubblici  relativi  a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12  aprile 2006, n. 163, introdotto dall’articolo 18 della presente legge;

b) rafforzare l’immagine, il richiamo e l’impatto comunicativo che  distingue le produzioni italiane, associandovi  aspetti  di qualità ambientale,  anche  nel  rispetto  di  requisiti  di sostenibilità sociale;

c) rafforzare la qualificazione ambientale dei  prodotti agricoli, attraverso l’attenzione prioritaria alla definizione di parametri  di produzione sostenibili dal punto di vista ambientale e della qualità del paesaggio;

d) garantire l’informazione,  in  tutto  il  territorio nazionale, riguardo alle esperienze positive sviluppate in progetti precedenti, e in particolare nel progetto relativo allo schema di qualificazione ambientale  dei  prodotti  che  caratterizzano  i cluster  (sistemi produttivi locali, distretti industriali e filiere) sviluppato con il protocollo d’intesa firmato  il  14 luglio  2011  tra  il  Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, il  Ministero dello  Sviluppo  Economico e   le   regioni   Lombardia,   Liguria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia  Giulia,  Toscana,  Lazio,  Sardegna, Marche e Molise.

INFO:
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=8qYU-CkxXbseQ8fkD-z4-w__.ntc-as1-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-01-18&atto.codiceRedazionale=16G00006&elenco30giorni=true

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