“Manager & Sociale: crescere insieme”: il convegno di Prioritalia all’EXPO

17 ottobre 2015, sabato mattina. È il terz’ultimo week end prima che finisca EXPO. Fila e code per entrare ai cancelli: doveva essere un flop e invece è un successo straordinario sotto gli occhi di tutti.

Come un successo è stato quello che è avvenuto in questi mesi a Cascina Triulza, il luogo riservato dall’organizzazione agli eventi promossi dalla società civile durante i quali sono state sviscerate tutte le connessioni possibili con il tema dell’esposizione universale e cioè “nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Il 17 ottobre è stata la volta di Prioritalia (guarda il video di presentazione), l’associazione fondata nel 2012 da Manageritalia, Federmanager, Fenda, Fidia, Sindirettivo, CIDA (le più grandi organizzazioni di rappresentanza dei manager italiani) che ha un’energia molto particolare per nutrire il pianeta: Prioritalia, infatti, intende valorizzare l’impegno civile della comunità manageriale. Stiamo parlando del #managersociale e il tema del convegno è “Manager & Sociale: crescere insieme”.

Partiamo quindi dall’indagine realizzata dall’Osservatorio Socialis, Manageritalia e AstraRicerche: un questionario sul tema del rapporto tra manager e società proposto telematicamente a tutti gli iscritti dell’associazione e a cui hanno risposto ben 400 manager.

I risultati mostrano come per il 92% dei manager il loro ruolo professionale implica una maggiore responsabilità nei confronti dello sviluppo della società italiana.

Le principali motivazioni sono: mettere a disposizione competenze molto qualificate (59%), farsi portavoce delle necessità altrui presso interlocutori privilegiati (38%), mettere a disposizione il network professionale e relazionale esterno all’azienda (31%), offrire consulenze gratuite (25%).

L’impegno nella e per la società si concretizza soprattutto nella cultura della legalità (47%), qualsiasi azione per migliorare la qualità della comunità (44%) e trasferimento di competenze (38%). Seguono sempre ad un buon livello: volontariato (31%) e adesione e/o sostegno all’impegno ad associazioni/onlus (29%), riduzione di sprechi (26%) e tutela del territorio (20%), comportamenti di cittadinanza attiva (per esempio pulire la città…) (19%), maggiore trasparenza (18%).

Sempre quasi tutti (92%) dicono che è importante che il numero e le azioni di forme organizzate della società (terzo settore e altre) continuino a crescere in Italia. E questo soprattutto perché contribuisce alla diffusione di valori ed esempi positivi (58%) e stimola il senso civico (55%). A seguire, ma sotto la maggioranza, troviamo perché: il welfare pubblico è sempre più debole (45%), induce l’impresa a comportamenti socialmente responsabili (38%), risponde in maniera più capillare alle necessità del territorio e delle comunità locali (38%), offre opportunità reali a chi non ne ha (20%).

Per far crescere l’importanza di forme organizzate della società si suggerisce di: creare momenti di incontro e di scambio tra profit e non profit (54%) e rafforzare le competenze professionali di chi opera in questo ambito con la formazione (52%). A seguire: migliorare le proposte progettuali (40%), creare e mettere a disposizione indicatori di affidabilità (32%), migliorare le capacità di rendicontazione (22%), acquisire competenze professionali attraverso il recruiting (13%).

L’Italia quindi può essere migliore di quello che possiamo immaginare e sperare: scoperchiare sentimenti così nobili, svelare un’impronta così attenta alla legalità e quindi al rispetto delle regole fa davvero pensare che la società civile sia molto più pronta di quanto si immagini ad una vera rivoluzione culturale, necessaria ed indispensabile per uscire da una crisi che – nel suo prolungarsi – sta dando a tutti la possibilità di resettare comportamenti e opinioni a favore di un’Italia più giusta ed equa.

Info su: www.prioritalia.it

 

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