Si è svolto dall’1 al 3 dicembre il New Space Economy Expoforum, la fiera dedicata all’economia dello spazio e al trasferimento tecnologico: il tema di questa quarta edizione è stato “Sustainability as the game changer“.
Il Forum si ispira ad un approccio multidisciplinare e punta a sottolineare il grande valore della ricerca spaziale e del trasferimento tecnologico, che consente di fornire soluzioni utili anche per il quotidiano.
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Alberto Tuozzi, presidente della Fondazione E. Amaldi che, assieme alla Fiera di Roma e all’Agenzia Spaziale Italiana, organizza NseExpoforum, ci mette in guardia: la sostenibilità è anche un rischio.
“Il tema è eticamente importante, ma normalmente la discussione si ferma al livello superficiale, misurando solo la distanza fra quello che dovremmo fare e quello che non possiamo fare. Abbiamo bisogno che si lavori a delle indicazioni, a delle precise guidance su questo tema”.
L’evento rappresenta anche l’occasione per evidenziare quali sono le applicazioni spaziali che contribuiscono, fattivamente, allo sviluppo sostenibile della società: dai dati satellitari di osservazione della Terra alla protezione dell’ambiente, dalla mitigazione degli effetti climatici alla combinazione di risorse e dati satellitari, a tutela della salute dei cittadini, per lo sviluppo di applicazioni sperimentate con successo anche durante la recente emergenza sanitaria globale.
Giorgio Saccoccia – presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – commenta: “Io vedo sempre più persone che stanno comprendendo le opportunità connesse allo sviluppo della ricerca Spaziale e delle applicazioni di queste tecnologie al business del quotidiano”.
Reuters infatti rivela che la Space economy vale già 350 miliardi di dollari l’anno, e Morgan Stanley stima che al 2040 il valore potrebbe triplicare, con un picco di 1000 miliardi di dollari.
In un contesto globale sempre più competitivo, l’Italia è chiamata ad investire su innovazione, tecnologia e sostenibilità, per continuare a primeggiare nel settore a livello internazionale: l’Italia possiede l’intera filiera dello Spazio, con una propria capacità di sviluppare i satelliti, portarli in orbita, gestirli.
La space economy italiana è seconda al mondo per ricerca e sviluppo, quinta per il numero di brevetti registrati, e vanta 280 imprese ultraspecializzate.
“Questo Expoforum mette insieme tutti i key actors in Europa, l’industria e il settore spaziale, ed io rappresento lo Stato” si presenta così Elena Grifoni Winters, a capo dell’ufficio per le politiche spaziali e aerospaziali all’interno della presidenza del Consiglio dei ministri. “È importante la presenza del settore privato, ma non dimentichiamo il valore del settore pubblico, che è qui per supportare ricerca e sviluppo e per trovare nuove idee, ma anche per incubare, accelerare. Le idee, se mature, possono diventare prodotti ed essere sviluppate come business”.
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