Gli oli esausti dispersi rischiano di diventare nel nostro mare un grave problema per l’ambiente e gli ecosistemi marini. Lasciamo al futuro un mare vivo e pulito è il claim della campagna in corso nei porti italiani promossa dal CONOU – Consorzio Nazionale degli Oli Usati – con Assonat e Marevivo.
Partita da Ostia, l’iniziativa intende promuovere i progetti per tutelare e ripristinare gli ecosistemi marini. In questo caso, l’obiettivo è sensibilizzare il cittadino sui danni ambientali connessi al cattivo smaltimento degli oli lubrificanti usati delle imbarcazioni, i cosiddetti oli minerali.
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A questo scopo, in tutti i porti coinvolti si trovano materiali informativi e serbatoi per il conferimento messi a disposizione dal CONOU, che garantisce il servizio di raccolta e recupero su tutto il territorio nazionale. L’olio esausto infatti rappresenta una fonte altissima di inquinamento, laddove sia smaltito in modo scorretto o usato impropriamente.
Basti tenere a mente che i quattro litri sufficienti per un cambio olio dell’auto, dispersi in acqua, inquinano l’equivalente di sei piscine olimpioniche. Gettandolo in mare, la superficie si ricopre di una pellicola impermeabile tossica per la fauna e la flora marine che mina la capacità di rilasciare ossigeno e riduce di oltre un terzo la velocità di evaporazione dell’acqua.
Consulta il sito ufficiale del CONOU qui
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