Welfare, nuovi modelli

Se il premio diventa
un credito di benessere

Al “Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Ba), grazie al regime fiscale e contributivo, si generano risparmi per il dipendente e per il datore di lavoro

Quando un lavoratore sceglie di convertire il premio di risultato in servizi di welfare, quella decisione produce un vantaggio economico. Grazie al regime fiscale e contributivo previsto dalla normativa, infatti, si generano risparmi sia per il dipendente che per il datore di lavoro.

Nella maggior parte dei casi questi benefici restano, almeno in parte, all’azienda. L’Ospedale generale regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti, nel Barese, ha deciso invece di seguire una strada diversa: il vantaggio economico generato dalla scelta del welfare viene interamente restituito ai lavoratori sotto forma di ulteriore credito da utilizzare sulla piattaforma aziendale dedicata ai servizi di welfare.

È questo l’elemento che caratterizza il nuovo accordo sottoscritto dalla Direzione strategica dell’ospedale insieme a tutte le organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza, entrato in vigore lo scorso 1 luglio.

Come funziona

Il meccanismo è più semplice di quanto possa sembrare.

Un dipendente che matura un premio di risultato può scegliere di riceverlo in denaro oppure di destinare una parte dell’importo ai servizi di welfare aziendale. Nel secondo caso la normativa prevede un trattamento fiscale e contributivo più favorevole rispetto all’erogazione in busta paga.

L’innovazione introdotta dal Miulli riguarda proprio il modo in cui viene utilizzato questo vantaggio. Le economie generate dalla conversione del premio non rimangono all’organizzazione, ma vengono trasformate in credito welfare aggiuntivo, che il dipendente può spendere per beni e servizi destinati a sé e al proprio nucleo familiare.

In termini pratici, chi opta per il welfare non riceve soltanto il valore del premio convertito, ma beneficia anche delle economie fiscali e contributive che quella decisione genera.

Un welfare aperto a tutti i dipendenti

L’accordo prevede inoltre che il welfare integrativo sia accessibile all’intero personale. Contestualmente è diventata operativa la nuova piattaforma welfare, attraverso la quale i dipendenti possono utilizzare il credito maturato per accedere ai diversi servizi previsti dal piano aziendale.

Il progetto non si limita però alla piattaforma digitale. L’ospedale ha infatti attivato anche uno Sportello Salute e Benessere, gratuito per tutti i dipendenti, che mette a disposizione un medico di medicina generale e un pediatra dedicati, entrambi operativi sette giorni su sette, oltre alla possibilità di effettuare consulti con psicologo e nutrizionista. L’obiettivo è offrire un supporto concreto nella gestione delle esigenze sanitarie e familiari, integrando gli strumenti economici del welfare con servizi di assistenza diretta.

Una leva anche per attrarre professionisti

L’iniziativa arriva in una fase particolarmente complessa per il sistema sanitario, alle prese con difficoltà crescenti nel reclutamento e nella fidelizzazione del personale. In questo contesto il welfare aziendale viene utilizzato non soltanto come misura di sostegno ai lavoratori, ma anche come strumento organizzativo per rendere più attrattivo il luogo di lavoro e rafforzare il rapporto tra l’ospedale e i propri professionisti.

Il caso del Miulli si distingue perché interviene su un aspetto raramente affrontato nelle politiche di welfare: non introduce semplicemente nuovi benefit, ma modifica il modo in cui viene redistribuito il vantaggio economico generato dagli incentivi fiscali. Una scelta che punta a far ricadere interamente sui lavoratori il beneficio prodotto dalla loro adesione al sistema di welfare, trasformando un meccanismo fiscale in una leva di valorizzazione del personale.

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