Nella battaglia contro la plastica nei mari da venerdì scorso anche le Marche hanno un nuovo alleato: il “Seabin“, un rivoluzionario cestino della spazzatura galleggiante in grado di raccogliere oltre 500 chili di rifiuti all’anno, microplastiche comprese, a un ritmo ininterrotto di 1,5 kg di detriti al giorno.
Dopo la Liguria, il Veneto e l’Emilia-Romagna, due nuovi esemplari sono stati installati al Porto di Marina dei Cesari a Fano e nel Circolo nautico di San Benedetto del Tronto, nell’ambito del progetto #Plasticless promosso da Lifegate, cui ha aderito anche Whirlpool EMEA.
Invenzione dei surfisti australiani Pete Ceglinski e Andrew Turton, il Seabin è stato concepito soprattutto per essere agganciato ai pontili dei porti turistici, il primo posto in cui si produce e si accumula la maggior parte dell’immondizia che con i venti e le correnti viene poi spinta a largo.
Attraverso una pompa ad acqua, che riesce a filtrare fino a 25mila litri in un’ora, i rifiuti vengono catturati direttamente in una borsa di fibra naturale, da quelli più grandi ai microscopici, impossibili da raccogliere a mano: buste, bottiglie di plastica, mozziconi di sigaretta, microfibre, oli e detersivi.
Il Seabin potrebbe davvero rappresentare la soluzione all’inquinamento marino, abbattendo i costi per la raccolta manuale dei rifiuti, e favorendone la riduzione e il riciclaggio.
Guarda come funziona
Scopri il progetto su seabinproject.com