È partito dall’Università degli studi di Napoli “Parthenope” il tour dell’VIII Rapporto sull’impegno sociale delle aziende in Italia, realizzato da Osservatorio Socialis e Ixè su un campione di 400 aziende con almeno 80 dipendenti.
L’iniziativa fa parte dello University Program© dell’Osservatorio Socialis, il progetto universitario itinerante che dal 2006 diffonde la statistica e le best practice della Responsabilità sociale d’impresa italiana in tutti gli Atenei del Paese. L’occasione per promuovere la cultura della RSI tra gli studenti, stimolando dibattiti e riflessioni che possano offrire utili spunti ai futuri laureandi.
A ospitare la prima tappa del nuovo Tour è stato il convegno “La CSR: sfide imprenditoriali e management aziendale”, organizzato dai Dipartimenti Studi Aziendali e Quantitativi e Studi Aziendali ed Economici della Parthenope. Hanno aperto l’incontro il Prof. Raffaele Fiorentino, Docente ordinario in Economia Aziendale, insieme alla Dott.ssa Rosita Capurro, Assegnista di ricerca in Economia Aziendale, con un approfondimento dottrinale e gestionale sulla Corporate social responsibility. È seguito l’intervento della Prof.ssa Rossella Canestrino, Ricercatrice in Economia e Gestione delle imprese, intitolato “Le sfide della Globalizzazione: nascita e risoluzione dei gap etici”.
È stato poi introdotto il caso Pedrollo – “Le forme dell’acqua” – azienda veronese leader mondiale nel settore delle elettropompe che da Verona ha sviluppato la sua attività in oltre 130 Paesi. Il Presidente del gruppo ha illustrato le numerose attività portate avanti in favore dei dipendenti, nonché l’impegno per mettere a disposizione dei Paesi in via di sviluppo tecnologie e competenze per l’estrazione e la purificazione del bene comune per eccellenza.
Nella seconda parte della giornata spazio ai dati dell’Osservatorio Socialis, presentati dal Direttore Roberto Orsi. Uno su tutti, quello relativo agli investimenti: nel 2017 l’85% delle aziende italiane intervistate ha speso 1 miliardo e 420 milioni di euro in CSR e sviluppo sostenibile, e di queste l’83% ne ha valutato costi e benefici, il 15% in più rispetto alla rilevazione precedente (2015).
“Il consumatore di oggi premia le aziende che sanno farsi riconoscere come attente e responsabili – ha spiegato Roberto Orsi – La CSR da strumento accessorio e poco considerato è diventata un valore essenziale e necessario per le imprese. Un cambio di passo significativo, che premierà sul mercato chi sarà in grado di seguire un percorso definito per integrare i comportamenti socialmente responsabili con l’organizzazione aziendale e la filiera produttiva”.
Al termine della presentazione sono state illustrate le 6 macroaree dell’Italian CSR Index©, la certificazione di responsabilità sociale rilasciata dall’Osservatorio Socialis e che definisce i livelli di qualità, di condivisione e di comunicazione della CSR raggiunti da aziende, università, non profit e istituzioni.
A chiudere l’incontro, prima del dibattito finale, l’intervento “Le imprese e la CSR tra realtà e falsi miti: Cucinelli e Moncler a confronto”, tenuto dal gruppo laureandi MEMI – Business Ethics and CSR.
Leggi anche gli articoli de “La Gazzetta di Napoli“ e “Il Denaro“.
L’VIII Rapporto sulla CSR in Italia è consultabile qui