“La musica come progetto di crescita, delle persone e dei territori”: intervista a Lorenzo Cinatti, Sovrintendente della Fondazione Scuola di Musica di Fiesole

L’Osservatorio Socialis si pone spesso quale luogo di incontro tra profit e non profit,  facendo dialogare questi due settori per far nascere un progetto comune. Che tipo di collaborazioni svolgete con le aziende?

Le collaborazioni, per il momento, non sono molte ed hanno il carattere della semplice sponsorizzazione. Considerando il contesto attuale, dovremo comunque orientarci nel cercare di proporre i nostri progetti al mondo aziendale e creare delle partnership. Ad esempio, stiamo riflettendo sull’opportunità di attivare collaborazioni culturali comuni che abbiano al centro progetti formativi diretti al personale delle aziende.

 

Si stanno sempre più diffondendo corsi di musica per i più piccoli, in alcuni casi anche per i neonati. Anche la vostra Scuola ne propone uno per i bambini tra 0 e 3 anni. Quale è l’importanza dell’iniziare così presto, al di là della possibilità di scoprire un piccolo Mozart?

Uno dei nostri docenti più attivi nel campo nella progettazione didattica, Antonello Farulli – nipote del grande violista Piero Farulli, fondatore della Scuola – ha scritto qualche anno fa un libro “La Viola del Pensiero” dove vengono riportati i risultati delle sue ricerche sulle neuroscienze, risultati che dimostrano quanto lo studio precoce della musica porti proprio allo sviluppo di una particolare struttura mentale – nel processo di crescita del bambino dalla nascita fino all’età adulta – basata su particolari processi psicologici che confermano quanto studiare la musica fin da piccoli faccia proprio bene a tutti. Al di là del piccolo Mozart da scoprire.

 

Il mondo della pubblicità e della comunicazione in generale attinge a piene mani nei repertori della musica classica. Spesso un’aria viene riconosciuta perché associata ad uno spot di successo (“O mio babbino caro” fu usato in uno spot del Mulino Bianco negli anni ’90). Che effetto le fa?

L’effetto che mi fa dipende dallo spot. Voglio dire, la musica la si può utilizzare in modo intelligente o banalmente sfruttarla per puri fini commerciali. Tra l’altro sono convinto che l’utilizzo della musica, anche negli spot pubblicitari, sia un ottimo mezzo per far incuriosire un pubblico meno familiarizzato con la musica classica. Io stesso, da bambino, ricordo che chiedevo ai miei genitori di comprare un disco di un brano di musica classica dopo averlo sentito in una pubblicità perché mi era molto piaciuto. Non per forza quindi può essere negativo, ma, come ripeto, tutto dipende dall’uso che se ne fa.

 

Quali sono i programmi futuri della Fondazione?

La Scuola si trova in un processo di cambiamento. E’ assolutamente necessario aggiornare il proprio background didattico che ormai dura da più di 40 anni. Va rivisto e riadattato alla luce del nuovo contesto e dei tempi in cui viviamo, riadattato secondo le nuove modalità di apprendimento e tenendo presente la fase di rinnovamento che riguarda la fruizione stessa della musica. Utilizzando ad esempio le nuove tecnologie, progettando nuovi corsi. Lo sviluppo di progetti internazionali che prevede collaborazioni artistiche di altissimo livello come il Mozarteum di Salisburgo, è certamente un obiettivo concreto della Scuola. Anche un rinnovato intervento di carattere più sociale, ad esempio, con il progetto del quartiere delle Piagge a Firenze basato sui metodi di apprendimento del sistema Abreu delle orchestre venezuelane. Un progetto di cui la Scuola di Fiesole è capofila per portare la musica in realtà più multietniche e culturalmente marginali.

Per conoscere la Scuola: www.scuolamusicafiesole.it

 

 

 

 

 

 

 

Adozioni internazionali

50 mesi per ottenerle. I dati della Commissione

C’è un segnale nuovo: le famiglie che dichiarano di adottare per puro desiderio adottivo sono passate dal 6% del 2024 al 17% del 2025

La visita della principessa

Il “non metodo” che ha conquistato la corona inglese

Kate Middleton, da anni impegnata sui temi della prima infanzia, a Reggio Emilia

Nuove frontiere

Volontariato, oltre l’emergenza: il documento Euricse

Il volontariato italiano è a un punto di svolta. A dirlo è il nuovo documento di Euricse, “Volontariato e volontariati: tra spinte trasformative e azione

Il lavoro del CON.ECO.FOR.

Foreste, biodiversità in calo: monitorare per decidere

Sono i dati raccolti sul campo, in modo sistematico e continuativo, a restituire oggi un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle foreste italiane. Un