Sondaggio esclusivo. Italiani e smartphone: trasparenza vs privacy

Un sondaggio realizzato dall’Istituto Ixè e promosso dall’Osservatorio Socialis pone spunti di riflessione su un tema di estrema attualità. È meglio tutelare la privacy o garantire la trasparenza?

Su questi dati gli italiani si dividono perfettamente a metà: in entrambi i casi è il 47% a schierarsi a favore dell’una o dell’altra posizione.

Forse c’è un equivoco sui termini, la privacy è, secondo il nostro ordinamento, il diritto alla riservatezza. Si tratta quindi di un attributo delle persone e non delle cose o degli enti. Un’azienda ha il dovere della trasparenza ed è difficile riconoscerle un diritto a mantenere riservate delle informazioni, a meno che non sia lo stesso legislatore ad individuare le fattispecie in base alle quali rivelare un segreto determina la lesione di un interesse.

La trasparenza è l’accessibilità totale, così come definita dalla legge 150 voluta da Renato Brunetta. In questo senso è trasparente un ente che rende agevolmente accessibili tutte le informazioni da esso prodotto. Informazioni che non esauriscono la categoria della documentazione.

Ma di troppa accessibilità si muore: rendere tutto accessibile presuppone la corretta alfabetizzazione della cittadinanza.

Sorprende che ben il 34% degli intervistati non si ponga alcun problema circa l’accesso che estranei possano effettuare ai dati contenuti nel proprio cellulare o smartphone, quasi a rivendicare una totale assenza di informazioni (segreti) da tutelare (nascondere). E se provassimo a fare come in “Perfetti sconosciuti” un film che racconta una cena tra amici durante la quale tutti i commensali accedono all’altrui telefono? No, non finirebbe bene.

 

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È però lo smembramento del campione tra internauti e non internauti a farci capire che il non interesse è in realtà collegato ad una non conoscenza e probabilmente ad una non capacità di immaginare e prevedere cosa potrebbe accadere ad un’informazione (un numero di telefono, la data di un compleanno, una foto, un video …) una volta gettata nella rete: non ne esce più. Peggio: diviene di (potenziale) globale dominio.

 

SONDAGGIO 3

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