Educare allo sport per educare ai valori sani della vita e dello stare insieme: il rispetto, l’impegno, il sacrificio, l’umiltà. È agli sportivi del futuro che Conad ha dedicato la quarta edizione del suo concorso letterario Scrittori di Classe – per promuovere la lettura e la scrittura creativa nelle scuole elementari e medie italiane – da cui è nata la collana di libri “Cronisti di Sport”, presentata con un evento al Salone d’onore del Coni a Roma, insieme a due delle classi vincitrici del concorso.
Da settembre a dicembre 2017, a partire da una serie di tracce suggerite dai giornalisti della Gazzetta dello Sport, 500mila ragazzi tra i 6 e i 14 anni hanno scritto più di 5.600 racconti sui grandi valori e insegnamenti dello sport, e intervistato i loro campioni preferiti.
Gianmarco Tamberi, Gennaro Gattuso, Vincenzo Nibali, Federica Pellegrini, Marco Belinelli, Ivan Zaytsev, Martín Castrogiovanni e Flavia Pennetta hanno ispirato le storie vincitrici, raccolte negli otto volumi della collana, uno per ogni disciplina sportiva (atletica; calcio; ciclismo; nuoto; basket; pallavolo; rugby; tennis): un totale di 3 milioni e 500mila libri che Conad distribuirà nei suoi punti vendita in tutta Italia.
“Il tema che abbiamo voluto focalizzare è la possibilità che offre lo sport di giocare di squadra, di allargarsi ed essere aperti verso gli altri – ci racconta Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad – Oggi questi valori si stanno perdendo, e se vogliamo riprenderli dobbiamo partire proprio dai giovani. In più lo sport è una pratica che andrebbe potenziata, se solo pensiamo che il 9,3% dei bambini italiani dai 6 ai 10 anni è obeso, perché passa più tempo con gli smartphone che in movimento”.
“Fare responsabilità sociale non significa solamente privilegiare i prodotti e le imprese locali – conclude Pugliese – ma anche farsi carico di problematicità come queste. Prima ancora di essere imprenditori, i nostri soci sono cittadini dei luoghi in cui operano, dove giornalmente vivono questi bisogni e s’impegnano anche in questo tipo di attività”.
a cura di Alessandra Aurilia ©Osservatorio Socialis