Il 20 marzo è stato presentato il nuovo Synthesis Report Ipcc, il documento che fa il punto sullo stato del climate change globale e sui suoi effetti alteranti. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, l’ha definito “un manuale di sopravvivenza per l’umanità”.
Il documento è così ripartito:
- Stato dell’arte e tendenze in atto;
- Rischi futuri e risposte nel lungo termine;
- Risposte nel breve periodo.
Il quadro che emerge è drammatico: la crisi climatica viaggia più veloce della nostra capacità attuale di adattarci a un mondo 1,1°C più caldo. Per restare in uno scenario climatico con overshoot limitato e sotto gli 1,5°C entro fine secolo bisogna agire in modo efficace entro il 2030. Gli impatti a lungo termine della crisi climatica saranno “diverse volte superiori” a quelli che osserviamo oggi. E mentre crescerà l’impatto degli estremi climatici, le conseguenze climatiche e non climatiche della crisi si intrecceranno sempre di più.
La risposta migliore che possiamo dare è uno sviluppo resiliente al clima, espressione con cui l’Ipcc indica sia un fascio di opzioni prioritarie sul tavolo sia il modo in cui vengono attuate.
“Lo sviluppo resiliente al clima integra l’adattamento e la mitigazione per far progredire lo sviluppo sostenibile per tutti ed è reso possibile da una maggiore cooperazione internazionale, compreso un migliore accesso a risorse finanziarie adeguate, in particolare per le regioni, i settori e i gruppi vulnerabili, nonché da una governance inclusiva e da politiche coordinate”
Leggi il rapporto completo qui
Leggi anche: Conflitti e climate change: come ricostruire in maniera sostenibile
Leggi anche: Progresso climatico: ecco il report State of Climate Action 2022