“Tommy Hilfiger Fashion Frontier Challenge”: Premiati i campioni di “moda inclusiva”

Una piattaforma di e-commerce più inclusiva e calzature sostenibili dall’Africa per il mercato mondiale. Sono Lalaland (dai Paesi Bassi) e UZURI K&Y (dal Ruanda) i vincitori della “Tommy Hilfiger Fashion Frontier Challenge 2021”, terza edizione dell’iniziativa globale lanciata nel 2018 da Tommy Hilfiger, noto brand d’abbigliamento del gruppo PVH Corp., con l’obiettivo di scoprire e accelerare il lavoro delle imprese in fase di start-up e scale-up imprenditoriale che stanno sviluppando soluzioni che hanno un impatto sociale positivo sulla catena del valore della moda.

A contendersi la vittoria oltre 430 startup e scaleup da 22 paesi, che a gennaio 2021 hanno risposto alla Call to action candidando le proprie idee innovative per un panorama della moda più inclusivo, in linea con la visione di sostenibilità di Tommy Hilfiger Waste Nothing and Welcome All” (Non sprecare niente e coinvolgere tutti). La giuria, di cui facevano parte Yara Shahidi, premiata attrice, produttrice e promotrice del cambiamento, e Tommy Hilfiger, ha selezionato le due startup vincitrici in una rosa di sei finalisti, assegnando a ciascuna un premio di 100.000 euro, un percorso di formazione annuale con esperti di Tommy Hilfiger e dell’INSEAD, tra le business school più prestigiose e complete al mondo, oltre ad un posto nell’INSEAD Social Entrepreneurship Program (ISEP) che riunisce persone, culture e idee per formare leader innovativi.

“Questa sfida coinvolgente ha richiamato personalità appassionate e particolarmente impegnate, con idee originali su come creare un futuro per la moda che sia di ispirazione per tutti – ha commentato Tommy HilfigerÈ stata una finale emozionante e sono orgoglioso di proseguire in questo percorso con gli imprenditori che hanno presentato soluzioni rivoluzionarie e dal grande impatto sul nostro modo di pensare, realizzare e creare”.

Focus della Challenge 2021 è stato il supporto degli imprenditori neri, indigeni e di colore (BIPOC) che operano per il progresso delle comunità in cui operano e che al contempo promuovono un futuro più inclusivo per il mondo della moda. La novità di questa edizione è stato il coinvolgimento diretto dei fan del brand Tommy Hilfiger, che in occasione dell’evento di premiazione sono stati invitati a votare la presentazione preferita tra le candidature pervenute per assegnare un ulteriore premio di 15.000 euro a una delle imprese finaliste.

| Fai una pausa e leggi: Fendi veste la Capitale: firmato il restauro da 2,5 milioni di euro del Tempio di Venere

Ecco in dettaglio i tre progetti vincitori 2021:

Lalaland è una piattaforma digitale olandese che utilizza l’intelligenza artificiale per generare modelli virtuali personalizzati e inclusivi, che assomiglino effettivamente ai clienti, secondo etnie, età e stature diverse. “Creare tecnologia che promuove una piattaforma di e-commerce più inclusiva e diversificata è la base della nostra visione a Lalaland“, è stato il commento di Michael Musandu, cofondatore e CEO di Lalaland. Il progetto è nato dal desiderio di diversificare il web e risolvere il problema di chi si sente sottorappresentato, riducendo anche il tasso di reso moda nell’e-commerce.

UZURI K&Y è un marchio ruandese di calzature eco-compatibili prodotte da pneumatici riciclati in Africa sub-sahariana, nato per risolvere i problemi ambientali e di disoccupazione nella comunità locale. L’azienda – che ha già formato 1.078 giovani collaboratori locali, di cui il 70% donne – gestisce il proprio impianto di produzione, 4 negozi al dettaglio e utilizza l’e-commerce per raggiungere il mercato internazionale. “Vincere la Tommy Hilfiger Fashion Frontier Challenge per noi è un onore – ha affermato Kevine Kagirimpundu, cofondatrice e CEO di UZURI K&Y – Questa opportunità ci ha offerto mentorship e orientamento strategico, oltre a rappresentare una piattaforma per condividere il nostro sogno di portare le calzature sostenibili dall’Africa al mercato mondiale. Ci impegniamo per promuovere un impatto reale e ispirare i giovani di oggi a plasmare un futuro più verde“.

Clothes to Good (il vincitore “preferito dal pubblico”) è un’impresa sociale sudafricana che crea opportunità di microcommercio e di impiego nel comparto del riciclaggio tessile per le persone con disabilità e le loro famiglie. L’impresa produce anche risorse educative per i bambini in difficoltà nei centri per lo sviluppo della prima infanzia (ECD). “Ci onora sapere che anche altri credono nel nostro sogno: fare davvero la differenza per i disabili e le loro famiglie – ha dichiarato Tammy Greyling, direttore operativo e terapista occupazionale presso Clothes to Good – Questo riconoscimento permetterà a Clothes to Good di continuare a creare opportunità di microcommercio e di impiego in tutto il comparto del riciclo tessile nella comunità sudafricana“.

La Call to action della quarta edizione della Tommy Hilfiger Fashion Frontier Challenge partirà a marzo 2022. Gli imprenditori interessati a candidare la propria idea possono pre-registrarsi al link: platform.younoodle.com/competition/thffc_2022

 

Leggi anche: La vera pandemia è quella dell’indigenza: in Italia 1 mln di poveri in più secondo il Rapporto Oxfam 2020

Leggi anche: Responsabilità sociale d’epoca – Il Nobel Yunus: poveri più affidabili dei ricchi

Adozioni internazionali

50 mesi per ottenerle. I dati della Commissione

C’è un segnale nuovo: le famiglie che dichiarano di adottare per puro desiderio adottivo sono passate dal 6% del 2024 al 17% del 2025

La visita della principessa

Il “non metodo” che ha conquistato la corona inglese

Kate Middleton, da anni impegnata sui temi della prima infanzia, a Reggio Emilia

Nuove frontiere

Volontariato, oltre l’emergenza: il documento Euricse

Il volontariato italiano è a un punto di svolta. A dirlo è il nuovo documento di Euricse, “Volontariato e volontariati: tra spinte trasformative e azione

Il lavoro del CON.ECO.FOR.

Foreste, biodiversità in calo: monitorare per decidere

Sono i dati raccolti sul campo, in modo sistematico e continuativo, a restituire oggi un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle foreste italiane. Un