Toscana: Aprono le “botteghe dell’apprendimento” per i ragazzi fragili

In Toscana sono nate le “botteghe” di apprendimento e inclusione per ragazzi fragili: sette luoghi, in altrettante città, dove gli adolescenti possano incontrarsi, confrontarsi, immaginare e costruire il loro futuro. L’iniziativa rientra nel progetto “Diritto di transito” del consorzio Arché, selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Progettate dagli stessi ragazzi, in collaborazione con famiglie, scuole, Comuni, consorzi e cooperative locali, le Botteghe saranno rivolte ai giovani tra gli 11 e i 17 anni, con disagio conclamato o vulnerabili: un bacino di 4.582 giovani e 2.365 famiglie.

Le città interessate dal progetto sono: Firenze (quartiere Novoli, per circa 9.000 ragazzi 11-17 anni); Pistoia (quartiere Fornaci, 5.507 abitanti 11-17 anni); Sesto Fiorentino (quartiere di Doccia, 3.257 abitanti 11-17 anni), Grosseto (quartiere Pace, 5.067 abitanti 11-17 anni), Follonica (area ex Ilva, 1.208 abitanti 11-17 anni), Siena (Quartiere Ravacciano, 3.000 abitanti 11-17 anni), Poggibonsi (1.904 abitanti 11-17 anni).

Attraverso la metodologia dello youth work (animazione socio-educativa), i giovani saranno prima intercettati nei luoghi di aggregazioni e all’interno delle scuole e poi “ingaggiati” per dare nuova vita alle politiche giovanili dei sette territori individuati, soprattutto in aree periferiche e marginali dove c’è maggior rischio di emarginazione. I centri saranno spazi reali, ma ragazzi e famiglie saranno anche connessi virtualmente, in un family blog regionale.

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Le opportunità extra-scolastiche pensate per i giovani stanno progressivamente declinando o risultano di difficile coinvolgimento, probabilmente perché poco conosciute e non sufficientemente integrate ai reali bisogni dei giovani – ha spiegato Ivana Sinigaglia del consorzio Archè di Siena, capofila del progetto – Così molti sono orientati ad aggregarsi in piazze, centri commerciali, bar, sfociando in comportamenti devianti come consumo di droghe leggere, atti di vandalismo, oscenità.  Anche laddove esistono centri giovani spesso non vengono frequentati, perché considerati ‘posti da sfigati’, esteticamente deprimenti e per niente social”.

L’obiettivo è quindi realizzare centri giovanili interessanti, accattivanti, sia per l’estetica (anche grazie alla collaborazione con street artist) che per la proposta di attività, che facciano da ponte tra gli adolescenti, le famiglie, le istituzioni, la società.  Negli spazi saranno organizzate attività ricreative, musicali, teatrali, artistiche, ma non verranno dimenticate le nuove tecnologie, educando all’uso corretto di Internet e dei social.

In questo periodo – ha affermato Claudia Calafati, responsabile del settore educativo del gruppo Co&Sodove la pandemia ha ridotto ancora di più le opportunità di esperienza, riducendo per questa fascia d’età l’accesso all’istruzione, sostituendola con una didattica a distanza, per niente efficace, che non ha fatto altro che indebolire ulteriormente le loro possibilità di apprendimento e crescita, ‘Diritto di transito’ si propone di dare ai ragazzi ascolto e voce, offrendo spazi dove possano esprimere i propri talenti, confrontarsi e rimettersi in gioco, per definire ‘giovani politiche’ che condivideremo e promuoveremo insieme ai partner di progetto, imprese sociali, famiglie, scuole e istituzioni”.

 

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