Fiducia nella trasformazione digitale e riduzione delle emissioni di CO2: Intervista ad Anna Lo Iacono, Sustainability Manager di Fastweb

Anna Lo Iacono è Sustainability Senior Manager di Fastweb, uno dei principali operatori di telecomunicazioni in Italia, con 2,7 milioni di clienti su rete fissa e 2,4 milioni su rete mobile. La sua sfida attuale è quella di aiutare l’azienda a raggiungere i suoi obiettivi di beneficio comune come società Benefit, a realizzare gli obiettivi ambientali e di lotta al cambiamento climatico, a promuovere iniziative che sviluppino le competenze digitali rivolte a persone e aziende.

Secondo i dati del IX Rapporto di indagine sull’Impegno Sociale delle aziende in Italia di Osservatorio Socialis, il 25% delle imprese di riferimento ritiene che per incrementare la CSR sia necessario sviluppare le professionalità interne e ampliare le competenze. Come è nata l’idea di una Digital Academy di Fastweb e che risultati avete ottenuto?

«Il nostro “perché” è quello di contribuire affinché ciascuno possa guardare al futuro basato sulla trasformazione digitale con fiducia, e sviluppare tutte le potenzialità per farne parte. Fastweb Digital Academy nasce dalla consapevolezza che è necessario movimentare risorse e competenze per la creazione di professionisti del futuro e lavoratori dotati di capacità digitali, indispensabili per la trasformazione digitale del nostro Paese.

Un progetto avviato nel 2016, con poco più di 8 corsi e qualche decina di studenti, ad oggi ha erogato più di 10.000 ore di formazione, ha 100 corsi a catalogo e ha rilasciato oltre 22.000 diplomi. La maggior parte delle persone che seguono i nostri corsi sono giovani in cerca di prima occupazione, ma da circa un anno abbiamo ampliato il nostro raggio di azione alle PMI per offrire a professionisti e piccole imprese gli strumenti per competere nella nuova arena.

Il nostro obiettivo è accrescere le competenze digitali di 500.000 persone entro il 2025 sia attraverso la formazione erogata con i corsi nelle aule fisiche e virtuali che attraverso i contenuti “on-demand” messi a disposizione sulla piattaforma digitale dell’Academy».

La lotta contro i cambiamenti climatici è uno dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals) definiti nel 2015 dalle Nazioni Unite con orizzonte 2030. A che punto è Fastweb nel suo processo di Carbon Neutrality, a quali altri obiettivi sta ispirando la propria attività e perché?

«Da anni portiamo avanti una strategia di sostenibilità ambientale volta alla riduzione delle emissioni di CO2 in linea con gli obiettivi internazionali di lotta ai cambiamenti climatici.

Ad esempio, acquistiamo già dal 2015 tutta la nostra energia da fonti rinnovabili a emissioni zero, abbiamo adottato una policy interna per plastic free e paperless. Recentemente abbiamo poi annunciato una nuova importante sfida: diventare Carbon Neutral entro il 2025, azzerando tutte le emissioni nette e compensando integralmente quelle non eliminabili, con 25 anni di anticipo rispetto agli obiettivi dell’Unione Europea.

Un impegno ambizioso, basato sulla radicale trasformazione dei processi e sul progressivo coinvolgimento delle aziende partner della filiera, per ridurre al minimo indispensabile l’impatto sul pianeta. Inoltre, vogliamo aiutare tutte le aziende e le PA a valutare la quantità di emissioni di CO2 che potranno evitare acquistando i nostri servizi digitali. E svilupperemo servizi sempre più mirati, grazie in modo particolare alla combinazione di fibra e internet delle cose, a generare un impatto positivo per l’ambiente».

La misurazione e la rendicontazione delle performance negli ambiti ESG sono ritenute strumenti di riconoscimento del valore delle attività di un’impresa. Quanto e come si impegna Fastweb in queste attività? E su quale terreno a suo avviso bisognerebbe investire maggiormente?

«Fastweb redige dal 2012 il Report di Sostenibilità secondo i “GRI Sustainability Reporting Standards” al livello Comprehensive. A novembre 2021 abbiamo ricevuto il rating di sostenibilità “EE” (Strong) da parte di Standard Ethics, l’agenzia di rating indipendente attiva a livello internazionale nel mondo degli ESG.

Non solo abbiamo sviluppato una governance della Sostenibilità ispirata alle indicazioni dall’Onu, dall’Ocse e dall’Unione Europea, ma da tempo ci siamo dati regole avanzate su specifici temi, come le differenze generazionali, l’identità di genere, la multiculturalità, i conflitti di interessi, la concorrenza, la fiscalità e l’ambiente di lavoro.

E come ulteriore elemento di concretezza e focalizzazione, abbiamo trasformato Fastweb in una società Benefit. Uno strumento per darsi pubblicamente una serie di obiettivi per il bene comune e sottoporsi in qualche modo ad una verifica costante circa l’aderenza del nostro agire a quegli obiettivi di bene collettivo. Un nuovo senso comune per il quale riteniamo sia importante cercare di coinvolgere tutti i dipendenti, non solo il management.

Da quest’anno, infatti, tutte le persone dell’azienda assumono un impegno personale a dedicare 5 giorni all’anno alla nostra strategia sociale ed ambientale. Diventando formatori della Fastweb Digital Academy, divulgatori delle competenze, aiutando la riqualificazione delle periferie delle nostre città, prendendo parte a progetti di riforestazione o di economia circolare o diventando protagonisti di una delle iniziative che metteremo in campo».

A partire dal 26 febbraio 2022 Fastweb ha reso gratuiti gli SMS inviati e il roaming mobile in Ucraina. Che sviluppi ulteriori potrebbe avere questa iniziativa?

«In un momento così difficile, l’azzeramento del costo delle chiamate da rete fissa, di sms e roaming da rete mobile ci sembrava il minimo indispensabile per permettere la comunicazione e la vicinanza con i propri cari.

Per dare però una risposta concreta all’emergenza umanitaria del popolo ucraino, Fastweb ha lanciato una raccolta fondi tra i suoi dipendenti grazie alla quale, in collaborazione con organizzazioni no profit del terzo settore, verranno finanziati una tenda riscaldata per l’assistenza di 10.000 persone al giorno a Záhony in Ungheria, situata 2 km dal confine ucraino, e attività di Arca per l’accoglienza e l’integrazione dei profughi in Italia fornendo un percorso di supporto e di integrazione verso l’autonomia per le persone che fuggono dal conflitto».

A cura di Adriano Lucchetti © Osservatorio Socialis

 

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