Il 24 gennaio si è celebrata la prima “Giornata Internazionale dell’Educazione“, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per evidenziare e promuovere il ruolo essenziale dell’istruzione nello sviluppo umano e sociale, e per rispondere all’appello dell’UNESCO sulle emergenze educative nel mondo.
Attualmente, denuncia l’ONU, sono 265 milioni i bambini e gli adolescenti che non hanno la possibilità di frequentare o completare la scuola – più di 1 su 5 in età scolare – a causa di povertà, guerre, migrazioni ed effetti del cambiamento climatico.
Solo in Italia, secondo l’ultimo rapporto di Save The Children, più di 100mila quindicenni (su quasi mezzo milione) vivono in condizioni di povertà educativa “cognitiva”: il 21% dei ragazzi non raggiunge la soglia minima di competenza in lettura e il 23% quella in matematica.
Finalmente, all’Obiettivo 4 di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU si accompagna una giornata celebrativa per ribadire l’importanza di lavorare per garantire un’istruzione inclusiva, equa e di qualità a tutti i livelli.
L’unica strada affinché “tutte le persone possano avere accesso a opportunità di apprendimento permanente – sottolinea l’ONU – che li aiutino ad acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per accedere alle opportunità di partecipare pienamente alla società e contribuire allo sviluppo sostenibile”.