È Joy Nowai, nato due mesi fa in una remota isola della Repubblica di Vanuatu, nel Sud del Pacifico, il primo bambino al mondo ad essere stato vaccinato grazie a un drone.
Il grande successo del progetto guidato dal ministero della Salute e dall’Autorità per l’aviazione civile di Vanuatu, con il sostegno dell’UNICEF, per riuscire a vaccinare le popolazioni dell’arcipelago, una zona quasi completamente inaccessibile, composta da 83 isole vulcaniche e con strade limitate, al punto che 1 bambino su 5 perde i vaccini essenziali per l’infanzia, secondo lo United Nations Children’s Fund.
Dopo settimane di test, i droni della startup austrialiana Swoop Aero sono partiti dalla Baia di Dillon, sulla costa ovest dell’isola di Erromango, e sono riusciti a sorvolare quasi 40 chilometri di catene montuose fino ad atterrare nella remota Cook’s Bay. Per superare il volo, i vaccini sono stati inseriti in scatole di polistirolo con impacchi di ghiaccio e un sensore di temperatura per segnalare eventuali sbalzi termici dannosi.
È stata Miriam Nampil, un’infermiera locale abilitata, ad iniettare al piccolo Joy – e poi ad altri 13 bambini e cinque donne incinte – il primo vaccino per l’epatite e la tubercolosi consegnato da droni. Il governo di Vanuatu è già al lavoro per integrare la fornitura di droni di vaccini nel programma nazionale di immunizzazione, e per estendere l’uso dei droni alla più ampia distribuzione di forniture sanitarie.
“Il piccolo volo di oggi da parte dei droni è un grande passo avanti per la salute globale – ha dichiarato Henrietta H. Fore, Direttore esecutivo dell’UNICEF – Con il mondo che ancora sta lottando per immunizzare i bambini più difficili da raggiungere, le tecnologie dei droni possono essere un punto di svolta per superare quell’ultimo miglio per raggiungere tutti i bambini“.
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