La Community Valore Acqua per l’Italia di The European House – Ambrosetti ha divulgato i dati della quarta edizione del Libro Bianco “Valore acqua per l’Italia”. I numeri, presentati da Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di Ambrosetti, rendono noto un comportamento controverso. Infatti chi si dichiara consapevole dell’esistenza di un problema acqua, allo stesso tempo si comporta in modo non coerente con questa consapevolezza.
Ad esempio, il 96,3% degli italiani dichiara di adottare sempre o talvolta comportamenti sostenibili, ma solo il 29,5% consuma con regolarità acqua del rubinetto. Una speranza viene dai giovani: circa il 60% degli under 30 beve l’acqua degli erogatori pubblici. Secondo i dati del Libro Bianco “Valore acqua per l’Italia” gli italiani sottostimano il loro consumo giornaliero di acqua (220 litri a testa) ma 9 su 10 ritengono che la bolletta sia troppo alta.
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A conti fatti, l’Italia è uno dei paesi europei con le tariffe più basse. Esistono peraltro anche strumenti di monitoraggio dei consumi e un bonus idrico per i meno abbienti che però il 55% degli italiani non sa che esiste. Inoltre, esiste una strategia per gli investimenti nel settore idrico, di cui ha parlato dettagliatamente Enrico Giovannini, direttore scientifico di ASviS, già ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Giovannini ha insistito sul fatto che investire sui sistemi idrici è fondamentale per il futuro dell’Italia dal punto di vista sia economico che sociale:
«Gli interventi senza precedenti inseriti nel PNRR e la riforma della governance del settore sono solo il primo passo verso la messa in sicurezza del Paese dal punto di vista idrico. Essi vanno non solo attuati, ma anche rafforzati negli anni a venire con risorse adeguate e un’efficace partnership tra il settore pubblico e quello privato».
Giovannini ha precisato che gran parte dei fondi sono destinati al Mezzogiorno, dove le perdite idriche sono superiori al già sconvolgente valore medio nazionale che è del 42%. Il via libera all’erogazione dei finanziamenti sarà solo per i progetti che curano sia la parte ingegneristica ed economica, che l’impatto sociale e ambientale degli investimenti basati sui 4 driver della sostenibilità: ambientale, economica, sociale e della governance.
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