L’obiettivo è davvero interessante, un vero e proprio modello per tutte le Regioni, per localizzare e dare nuovo valore agli edifici che hanno fatto la storia delle imprese del paese.
Vecchi siti in disuso, edifici, infrastrutture e macchinari dismessi, insieme ad archivi industriali: questi luoghi e oggetti saranno protagonisti di un censimento di archeologia industriale che la Regione vuole avviare in tutta la Basilicata.
Si tratta di un patrimonio completamente sconosciuto ai più, che però rappresenta una risorsa importante per capire come si sono evolute l’economia, la società e le tecnologie di un territorio, ma anche le persone che con il loro lavoro hanno contribuito al successo di un’impresa.
A livello nazionale, è stato riconosciuto da oltre vent’anni all’interno del Codice dei beni culturali.
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La Regione Basilicata, con una legge del 2017 si era già posta l’obiettivo di valorizzare tutti quei beni immateriali e materiali non più utilizzati per il processo produttivo, che costituiscono oggi testimonianza storica del lavoro e della cultura industriale lucana.
È infatti di questi giorni la richiesta di collaborazione alle amministrazioni comunali e agli enti competenti.
Per ogni bene censito verrà effettuata la geolocalizzazione e sarà realizzata una scheda con storia, funzioni, proprietà e stato di conservazione, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della cultura.
L’obiettivo ultimo, insieme al recupero di siti più a rischio, è offrire – nel medio e lungo periodo – nuove opportunità di sviluppo turistico e riqualificazione urbana.