Il Volontariato d’Impresa è un’opportunità per rispondere a un bisogno concreto della comunità, un modo per sentirsi utili esercitando un ruolo attivo, ma anche un’occasione di entrare in contatto con realtà diverse e di rafforzare l’orgoglio di appartenenza alla propria azienda, uscendo dalle abituali gerarchie. Queste alcune delle motivazioni che spingono i dipendenti a partecipare alle attività di volontariato promosse dalle proprie aziende.
È quanto emerge dalla ricerca di Fondazione Sodalitas “Volontariato d’Impresa: il punto di vista dei dipendenti”, che completa il percorso di indagine che ha esplorato il fenomeno prima dal punto di vista delle imprese (2018), poi delle organizzazioni Non profit (2019).
La ricerca, realizzata in collaborazione con Walden Lab, ha preso in esame un campione di 2831 dipendenti di 17 aziende associate a Fondazione Sodalitas e attive sul tema del Volontariato d’Impresa (Alnylam, Bureau Veritas Italia, Coca-Cola HBC Italia, Credem, Danone, Enel, Eni, EY, Falck Renewables, Johnson&Johnson, I.CO.P., Italgas, KPMG, Poste Italiane, Sacco System, Snam, UBI Banca – Gruppo Intesa Sanpaolo).
Dai risultati dell’indagine emerge innanzitutto che il giudizio sulle esperienze di volontariato effettuate è assolutamente positivo: l’84% del campione giudica molto positivamente l’esperienza vissuta, e a fronte della sporadicità delle iniziative (il 52% dei rispondenti dichiara di avervi partecipato solo una volta e il 17% solo due volte) il 70% preferirebbe partecipare a questo tipo di attività più volte l’anno e anche al di fuori dell’orario di lavoro. Solo il 5% esprime un giudizio abbastanza positivo e l’1% per niente positivo.
“Il Volontariato d’Impresa è evoluto in pochi anni da semplice ‘nice to have’ a elemento portante dell’impegno aziendale per la generazione di valore sociale – ha dichiarato Enrico Falck, Presidente di Fondazione Sodalitas – Crediamo che oggi i tempi siano maturi per un ulteriore e importante salto di qualità. Il Volontariato d’Impresa può assumere infatti un ruolo centrale nel contribuire ad attuare compiutamente il modello della cosiddetta ‘Stakeholder Economy’. Sempre più imprese considerano l’attenzione alla comunità non più una questione di filantropia e generico impegno sociale, ma un elemento fondamentale della propria strategia di sviluppo e far crescere il Volontariato d’Impresa rappresenta un tassello importante di questa sfida”.
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In generale, tra le altre principali motivazioni per cui le imprese dovrebbero promuovere il Volontariato d’Impresa i dipendenti individuano:
- Il miglioramento della reputazione aziendale e delle relazioni con la comunità;
- il rafforzamento dello spirito di squadra e dell’orgoglio di appartenenza;
- soddisfare un bisogno crescente di apertura al sociale e di impegno per il bene comune;
- parola chiave: “concretezza”. Il Volontariato d’Impresa consente a chi lo pratica di rispondere a bisogni concreti della comunità, di fare qualcosa di concreto per gli altri.
Tra le motivazioni “personali” che hanno spinto i dipendenti a partecipare alle iniziative prevalgono la sensibilità personale verso il volontariato in generale (58% del campione) e la possibilità di rispondere a un bisogno concreto della comunità (55%).
Tra le attività svolte dai dipendenti durante l’esperienza di Volontariato d’Impresa prevalgono lavori manuali: in primis attività pratiche (evidenziate dal 43% dei rispondenti), ma anche preparazione di pacchi alimentari (indicate dal 22%), raccolta di prodotti (dal 15%) e preparazione/servizio di pasti (dal 14%). Minore il peso assegnato alla raccolta fondi (13%) e al volontariato di competenza quale l’attività di formazione (citata dall’11%) e di consulenza (indicata dal 5%).
Il sociale risulta l’ambito di impegno preferito dai volontari: viene confermato l’interesse a sostenere enti non profit che si occupano di infanzia (30%) e di giovani (27%), famiglie in difficoltà (25%) e persone con disabilità (19%). Anche l’ambiente è molto considerato (dal 40% del campione), mettendo in atto azioni concrete la cui efficacia risulta visibile e apprezzabile. Il 42% dei dipendenti è inoltre propenso a partecipare ad attività che aiutino il territorio locale (il quartiere o la città in cui ha sede l’azienda). Dato che conferma come il tema della responsabilità sociale si coniughi sempre di più con un tema di prossimità, con la possibilità di fare qualcosa per il territorio di appartenenza, ancora di più alla luce della pandemia Covid-19.
Tra le principali motivazioni di chi non ha partecipato a iniziative di Volontariato d’Impresa emergono gli impedimenti lavorativi, segnalati da un terzo dei dipendenti e la mancanza di informazione, indicata dal 26%. C’è poi chi preferisce fare esperienze di volontariato autonome (il 19%) e chi lamenta l’assenza di iniziative sul proprio territorio (il 12%). In pochi, solo il 9%, dichiarano di aver ricevuto scarso incoraggiamento da parte dei responsabili.
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