“World Cooperative Monitor 2020”: Cresce il fatturato delle coop italiane nella Top 300

Ci sono dodici italiane nella nuova classifica delle 300 più grandi organizzazioni cooperative del mondo, con un fatturato totale di 72,9 miliardi di dollari nel 2018, in crescita di 2,1 miliardi rispetto all’anno precedente.

È quanto emerge dalla nona edizione del “World Cooperative Monitor”, la ricerca curata da Euricse e dall’International Cooperative Alliance (sulla base dei dati finanziari 2018), che esplora l’impatto economico e sociale delle più grandi realtà cooperative mondiali, stilando una classifica delle Top 300 e un’analisi settoriale, con riferimenti anche ai dati sull’occupazione. Il rapporto è stato presentato con un webinar internazionale cui hanno partecipato più di 200 persone da tutto il mondo.

Il 2020 ci ha messi di fronte alla necessità di rispondere a una crisi sociale epocale senza deprimere le nostre economie – ha evidenziato Gianluca Salvatori, segretario generale di EuricseIn questo contesto il modello cooperativo è, se possibile, ancora più di attualità. L’obiettivo del Monitor è di mostrare come le cooperative siano in grado di affrontare grandi sfide, attivando risorse importanti attraverso grandi organizzazioni, senza complessi di inferiorità”.

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I DATI ITALIANI

Prima tra le cooperative italiane nelle Top 300 per fatturato è Coop (27° posto), seguita da Conad (28° posto). In classifica anche Unipol (32° posto), Cattolica Assicurazioni (74° posto), Reale Mutua (84° posto), Agricola Tre Valli (165° posto), GESCO (206° posto), CEF (218° posto), SACMI (219° posto), Gruppo ITAS (232° posto), Granlatte (237° posto) e Unione Farmaceutica Novarese (269° posto).
Le organizzazioni italiane valgono il 3,40% del fatturato totale dei 300 colossi cooperativi mondiali. In dieci cooperative su dodici, il fatturato è aumentato rispetto al 2017.

Con riferimento ai singoli settori, il miglior piazzamento italiano è della Società Anonima Cooperativa Meccanici Imola (SACMI), arrivata terza tra le industrie, seguita da Manutencoop, quarta in ambito servizi, e da Coop e Conad, rispettivamente settima ed ottava nel commercio.

I DATI INTERNAZIONALI

Sul podio delle Top 300 restano le due banche francesi Groupe Crédit Agricole e Groupe BPCE, rispettivamente prima e terza, con la tedesca REWE group in seconda posizione. La maggior parte delle organizzazioni in classifica sono situate nei paesi industrializzati: 74 imprese negli Stati Uniti, 44 in Francia, 30 in Germania e 24 in Giappone.
Il fatturato complessivo delle 300 più grandi organizzazioni cooperative ha toccato quota 2.146 miliardi di dollari, con i settori agricoltura (104 imprese) e assicurazioni (101 imprese) in testa, seguiti da commercio all’ingrosso e al dettaglio (57 imprese).

Il World Cooperative Monitor 2020 presenta anche una classifica di fatturato in relazione al PIL pro-capite, con l’obiettivo di mettere in relazione i dati economici alla ricchezza effettiva di ogni singolo paese. In questa seconda classifica le prime due posizioni della Top 300 vanno a due cooperative agricole indiane, IFFCO e la Gujarat Cooperative Milk Marketing Federation.

FOCUS SU COVID E SDG 13

Novità del Monitor 2020 sono le due sezioni dedicate alla risposta delle grandi cooperative all’emergenza Covid e al cambiamento climatico, con riferimento all’Obiettivo 13 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Per quanto riguarda l’impatto della pandemia sulle cooperative, il settore si è dimostrato resiliente e innovativo. A prova di ciò, il rapporto mette in evidenza il caso studio della cooperativa Società mutualistica per artisti SMART, nata in Belgio ma ora presente anche in Italia, a sostegno dei suoi membri impiegati soprattutto nei settori della cultura.

Come esempi concreti delle azioni di mitigazione del cambiamento climatico sono stati invece portati i casi della finanziaria olandese Rabobank e della cooperativa di consumatori inglese Midcounties.


Scarica il World Cooperative Monitor 2020 qui

Rivedi il Webinar di presentazione

 

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