Con la tesi dal titolo “Nuovi modelli circolari per la creazione di valore: teoria e casi” (discussa all’Università degli Studi di Verona, Corso di Laurea Magistrale in Direzione Aziendale – Relatore Prof.ssa Silvia Cantele), Andrea Micheletto si è aggiudicato la menzione speciale del XVIII Premio Socialis, celebrato in diretta streaming sul canale YouTube dell’Osservatorio Socialis lo scorso 4 dicembre.
“Il modello di economia circolare – spiega Micheletto – è nato con l’obiettivo di superare l’attuale sistema economico, basato sull’eccessivo consumo di risorse limitate e di produzione di rifiuti”. L’economia circolare ha cambiato il rapporto con i prodotti sia dal punto di vista dell’azienda che dal punto di vista dei consumatori. I beni moderni ideati e utilizzati devono essere rispettosi dell’ambiente e della salute dell’uomo. Descrivere le tematiche relative ai modelli di business di economia circolare, un sistema che rappresenterà il futuro di un nuovo modo di concepire, produrre e gestire beni e servizi, è lo scopo che si prefigge questa tesi.
L’economia circolare viene studiata nella sua accezione moderna evidenziando le principali normative emanate dall’Unione Europea e dallo Stato Italiano in merito. In particolare la Direttiva n. 851 del 2018, che introduce la cosiddetta “responsabilità estesa del produttore”: “una serie di misure adottate dagli Stati membri volte ad assicurare che ai produttori di prodotti spetti la responsabilità finanziaria o la responsabilità finanziaria e organizzativa della gestione della fase del ciclo di vita in cui il prodotto diventa un rifiuto”.
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Micheletto prende in analisi cinque modelli di business dell’economia circolare: le forniture o gli acquisti circolari; il recupero, il riuso e il riciclo delle risorse; l’estensione della durata del prodotto; la piattaforma di condivisione; il prodotto come servizio. Questi vengono esaminati e, successivamente, ne viene esposta l’analisi condotta dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova in collaborazione con Legambiente. Tale studio descrive non solo il profilo e le caratteristiche delle imprese circolari, ma anche i benefici e gli svantaggi derivanti dall’adozione di tale modello e gli impatti provocati in termini occupazionali e di creazione di valore. A prova ulteriore, vengono richiamati anche gli indicatori impiegati dalle imprese per misurare le proprie performance in termini ambientali e circolari.
Infine, questo lavoro di tesi presenta dieci casi di imprese che adottano un approccio circolare, analizzando il business in cui operano, e come hanno tradotto nelle loro azioni quotidiane i dettami dell’economia circolare.
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